E'
NOTTE.
Nella fredda notte d'inverno,
sotto il nero manto del cielo,
giace una fanciulla addormentata.
Lieve sonno,avvolta da una pellegrina
dorata di stelle fuggenti,e' ora lei;
la luna platinina le illumina il pallido viso,
la brezza notturna le accarezza,con
la sua gelida mano,sfiorandola appena,
la lunghissima chioma inghirlandata di
viole di campo. La neve le bacia
la pelle poggiandosi leggera,come sottile
velo,quasi invisibile,impercettibile,su essa.
Nell'incerto mare,vasto,dei dubbi,
incosciente,si stara' perdendo ?
Con tutta la sua mente,aperta,incerta,
trovera' risposte esaudienti per le
interrogative vaganti in essa contenute ?
Si stara' struggendo,agitandosi
nel sonno,per il suo amore che stara' finendo ?
O stara' sognando,urlando,l'incubo in cui
il suo uomo si tagliera' le vene ?
Sara' sveglia,tenuta allerta,dai fantasmi
impietosi della sua coscienza ?
O stara',semplicemente,ipertesa per cio' che dovra' venire domani ?
O coccinella dolcissima,la notte
ti fara' violenza,ancora,
( con le sue tenaglie di rimorso )
e nel buio,nel rimpianto della luce del sole,
sola,troverai sconforto nel non ritrovarmi
piu' accanto; e starai li,distesa,
immobile,fredda,coperta da un
manto di neve. E nel disperato tentativo
di catturare un po' di calore,
con forza,t'abbraccerai al cuscino
con l'illusione d'avermi
ancora vicino,e subito
t'accorgerai del mero inganno
e pazza urlerai la tua rabbia,
la tua disperazione,la tua disillusione.
Si tremando,stremando la voce
piangerai,griderai la tua malinconia,
la tua solitudine alla luna che,adesso,
e' scomparsa : non e' piu' nel cielo.
E dopo la lungha veglia di tormento
col passar delle tenebre,nel nascer del nuovo
giorno,ti sorridera' il crepuscolo,e il vento,
con labile respiro,accarezzera',attraversera' il tuo
cuore donandoti un nuovo amore.
Janosecondino
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